Voi direste che questa è una semplice torta?
Torte d'autore (Paola Azzolina)
Ebbene si,  buonissime e bellissime queste opere d’arte sono frutto della sugar art.

La sugar art ovvero l’arte di lavorare lo zucchero, sbarca nel nostro paese dall’Inghilterra, anche se non è da li che viene. Infatti è un’arte antichissima le cui origini vanno ricercate in Medio Oriente, ma dall’Inghilterra all’Italia il passo è stato breve. Inoltre la bontà dei nostri prodotti unita alla bravura dei nostri cake designer ha dato dei risultati straordinari, in Italia vantiamo diversi figure che hanno fatto di questa passione il loro mestiere, confezionando vere e proprie opere d’arte.

Un esempio di cake designer tra le più conosciute è Paola Azzolina, una giovane ventinovenne che attraverso la shugar art è riuscita ad unire le sue passioni, creando specialità ispirate al mondo della moda dove spiccano: Chanel, Vuitton e Gucci, insieme a veri e propri capi d’abbigliamento, naturalamente il tutto commestibile, perchè niente diventa irrealizzabile: scarpe, bijoux e molto altro ancora.


Paola addiziona studio, fantasia  in una continua ricerca volta a trovare nuovi strumenti e combinazioni per riproporre la fedele copia di un oggetto che vi contraddistingue o che avete in mente, legato al vostro colore preferito o semplicemente assecondando una vostra richiesta.
La cura la fantasia e la professionalità, sono solo alcuni degli ingredienti di questi buonissimi capolavori.
Per la realizzazione di una torta ci si possono impiegare anche 3 giorno per questo si seguono rigorose norme igieniche, con un’attenzione particolare per gli ingredienti.
In voga nel mondo degli eventi modani, aziendali e privati, queste torte sono confezionate per dare un’impronta significativa non solo al momento del taglio ma a tutta la festa. Tra i clienti Vip di Paola: Laura Biagiotti che ha scelto di farsi confezionare una torta riproponendo il modello di una delle sue prime borse, un vero successo e fedelissima copia dell’originale anche nelle dimensioni.

I prezzi di Torte d’Autore ( Paola Azzolina) partono da euro 7,50 a persona.

 

Per info e contatti
TORTE D’AUTORE ROMA
00182 | Via Cesena 28-30-32 | Tel. +39.06.99926460
TORTE D’AUTORE CATANIA
95129 | Via F. Crispi, 205 | Tel. +39.338.4135686

Ecco il Social-gourmet che si svolge a Milano.
Un appuntamento a tutto gusto che si terrà a Milano, all’Ippodromo del Galoppo di San Siro dal 17 al 20 Maggio.

Oltre a ritrovare i top ristoratori che possono offrire un servizio di catering a Al Taste of Milano avrete la possibilità di gustare le specialità proposte e discutere con gli chef protagonisti di questa kermesse. Testare più servizi e fare un confronto immediato è sicuramente molto importante per tutti coloro che non hanno ancora le idee chiare, un’opportunità per studiare nuovi menù da proporre per i vostri eventi aziendali e privati.

Dalla cucina internazionale alle specialità regionali, Taste of Milano è un evento dove potrete ammirare spettacoli dishow-cooking, interagire direttamente con gli espositori, Chef del panorama internazionale e nazionale e “TESTARE” in tempo reale i piatti che più rispecchiano la loro cucina.
Ristoranti tra cui ad esempio, Alice Ristorant e Al Pont de Fer.
Taste of Milano è anche una location per i vostri eventi durante i suoi 4 giorni di permanenza, è possibile infatti, riservare uno spazio all’interno della Premium Lounge – Spazio VIP del Festival, dove organizzare meeting o eventi aziendali in un contesto originale e dinamico.
oppure
Corporate Hospitality di Taste Of Milano: per una riunione di lavoro, un meeting importante, un’intervento di team building o semplicemente per passare in totale relax e allegria il miglior tempo che tu possa regalare a collaboratori e colleghi di lavoro.

Info e Contatti
Taste Of Milano
tel. 02.36539650

Abbiamo voluto proporvi alcune figure di spicco , che forse molti già conoscono, veri e propri artisti che con fantasia e originalità sono i protagonisti del back stage degli eventi.
Volti nuovi che si sono fatti strada con talento e nuove idee, cominciamo con una figura tutta da scoprire il : Cake Topper.

Il Cake Topper è chi si occupa di creare le statuette che primeggiano sulle vostre torte, soprattutto sono noti i cake tops per i matrimoni, maniera innovativa e divertente per personalizzare la vostra torta, oggetto fondamentale dei vosti eventi!

Abbiamo voluto chiedere consiglio e delucidazioni a Luca Mariano che vende cake tops personalizzate, vere e proprie opere d’arte ispirate a personaggi e a persone reali. Luca ha fatto di questa nuova tendenza il suo lavoro: << Nate da una mia passione personale per quelle statuine che arrivano principalmente dagli USA: le bobblehead, che rappresentano personaggi famosi con la testa più grande e con una molla che la fa dondolare, le action figures dei cartoons e dei cantanti o dei personaggi dei film. A questo punto ho pensato perchè non creare un prodotto simile per gente comune prodotto simile per gente comune che vuole magari rivedersi riprodotto in una statuina nella sua attività lavorativa o mentre fa sport o nellosvolgimento del suo hobby. Purtroppo però non ho le capacità artistiche per creare queste piccole sculture e così mi sono affidato a degli artisti che sapientemente e con cura possono riprodurre da una foto qualsiasi volto. Da qui nasce la mia attività che parte quasi per gioco e pian piano sta prendendo piede, soprattutto per la crezione dei cake topper personalizzati per gli sposi che vogliono una statuina da mettere sulla torta nuziale, non la solita statuina comune a tante altre, ma un cake topper unico e originale con i volti e gli abiti reali, che rimarrà un ricordo tutta la vita.>>.

Le basi, accessori e oggetti sono fatti di resina e dipinti a mano in ogni dettaglio. La statuetta è di circa 15 cm prezzi variabili.

Info e Contatti

Luca Mariano
Telefono: +39 334039110

Due temporary shop/showroom dedicati a marchi rappresentativi del lifestyle sostenibile.
Quello del temporary shop è un fenomeno come tutti sappiamo in continua crescita, con investimenti ridotti e una nuova forma di busness, obbiettivo per l’azienda è comunicare.
In questo cresciente panorama emergono le figure di tre professioniste della Comunicazione che hanno dato vita ai temporary Change Up , attraverso la nascita di una associazione.


Associazione Change Up
L’Associazione viene fondata dopo un’approfondita e partecipata riflessione, in seguito all’ “impatto positivo” che ha avuto l’evento “Change up! Scelgo io”, salone dedicato ai nuovi stili di vita che ha visto due edizioni, maggio e novembre 2011, a Superstudio Più di Milano. Al punto che il team di Change up! ha deciso di intraprendere un percorso di incubazione con Make a Cube 3
(www.makeacube.com), il primo incubatore in Italia per start up ad alto valore ambientale e sociale, nato dalla società di Avanzi (www.avanzi.org) e Make a Change . Accanto all’Associazione è nata infatti Change up! Consulting – marketing&communication for eco-ethic business, l’impresa innovativa per servizi di consulenza esclusivamente destinati alle realtà “3E” (Ecologia, Etica, Estetica) e che da febbraio 2012 darà vita al primo Eco-Temporary shop milanese, con due punti vendita in Corso Garibaldi e in Corso di Porta Romana.

Chenge Up’s mission

La mission è quella di rafforzare un circolo virtuoso tra domanda e offerta, per
stimolare processi produttivi e di distribuzione sempre più rispettosi dell’ambiente, della salute e degli animali. A fondare l’APS, quattro professioniste della Comunicazione che vedono nella dimensione eco-etica, assieme a quelle formativa e tecnologica, fattori di sviluppo competitivo.
L’intento è di creare coesione tra coloro che condividono gli stessi valori – produttori, distributori,
consumatori e media – per facilitare la diffusione di informazioni, opportunità e buone pratiche.
Certe che “più si è informati, più si agisce coscientemente” e che un agire collettivo cosciente “può fare la differenza”.
La vita associativa si propone come un laboratorio di idee, stimoli, contatti per imprese e professionisti che uniscono estetica, qualità, funzionalità a principi di sostenibilità e di responsabilità sociale, attraverso la partecipazione a eventi finalizzati all’incontro tra domanda e offerta, attività e incontri di formazione, autoformazione einformazione, l’animazione del dibattito culturale sui temi di interesse tramite gli strumenti di comunicazione web e il dialogo coi media. I soci saranno parte di una community per la libera circolazione di idee e per far crescere il proprio network, avranno visibilità attraverso il sito e la comunicazione web di Change up!

Eco temporary – Corso Garibaldi: 50mq di spazio accogliente, decorato e luminoso. La vetrina affaccia su Corso Garibaldi una zona di grande passaggio e famosa per i suoi negozi.
Pareti a volta che ne suddividono gli spazi, pavimenti in parquet di olivo e decorazioni grafiche alle pareti
Eco temporary – Corso Porta Romana: mq 40,
In stile total white, con il soffitto a tetto spiovente in legno
laccato bianco che ricorda un lucernario.
Le pareti sono a listoni di legno, anch’essi laccati di bianco. E’ molto luminoso e si presta ad allestimenti flessibili. Zona di negozi storici della città,oltre a via di passaggio turistica, in quanto si trova vicino all’Università Statale e a Piazza San Nazaro.

Ebbene il “SI” matrimoniale sembra non conoscere la crisi.

Contrariamente a quanto si pensa il matrimonio, è un mercato in piena espansione con nuove e fondamentali figure sempre più apprezzate. Quella dei wedding planner, per la quale vengono creati dei corsi di alcuni giorni che registrano un numero altissimo di iscrizioni e che potete incontrare al Salone del Matrimonio 2012 a Milano; ma anche: wedding dog,  wedding coach, wedding designer ecc, stanno diventando sempre più indispensabili, per rendere il giorno del matrimonio, un momento veramente indimenticabile sia per noi che per Fido, che per l’occasione verrà vestito a festa.

Ma ora vorrei parlarvi  di una nuova tendenza che non nasce in Italia, ma che importiamo dall’Inghilterra ed è quella di assicurare il proprio matrimonio. Infatti se sottoscrivere una polizza per il matrimonio in Gran Bretagna è una convenzione, in Italia si sta facendo avanti a fronte dell’ingente spesa che gli sposi e le loro famiglie debbono sostenere, una media di 12 000 euro a matrimonio. In Italia, si è vista la crescita di questa nuova forma di tutela che tende in qualche modo a “rimborsare” con un tetto massimo di 20 000 euro  il vostro non riuscito evento, in questo caso possiamo proprio dire avverso. Infatti in caso di spiacevoli incidenti o peggio ancora l’evntualità di rimandare o cancellare la vostra cerimonia la società assicurativa vi potrebbe coprire i vari costi.
Ma vediamo le voci più nel dettaglio: l
ocation, abito da sposa, altri abiti da cerimonia, servizio video e foto,la torta nunziale, fiori, auto e trasporto, regali di nozze.
Così per far fronte ai possibili incidenti quali: vandalismo, perdita, danno, furto durante il banchetto, cibo avariato, perdita delle fedi nunziali, ospitalità  parenti lontani ecc. Le varie compagnie assicurative sul mercato hanno creato diversi prodotti come ad esempio: Zurich to go!
comunque non faticherete a trovarne. Il prezzo come tutte le polizze è in rapporto al budget delle nozze e le proposte sono molte fino a 500 euro la polizza all inclusive. Perchè prevenire è meglio che curare!
LocationEventi è il sito che mette a disposizione il maggior numero di sale in Italia, che  aspetti trova la tua sala e il tuo servizio.

Una scelta a favore dell’ambiente
Sempre più persone fanno una scelta rivolta all’ecocompatibile, nel 2011 secondo il sito dell’ Ispra sono arrivate a 1363 le certificazioni rilasciate in tutta Italia ; questo rappresenta un’assegnazione di responsabilità legata ad un’ecogestione dei propri servizi che tende verso una politica di salvaguardia dell’ambiente di cui si sentiva l’esigenza già dal 1973.
Nel nostro articolo abbiamo cercato di chiarire quali passi in materia d’ambiente possono essere fatti dalle location e come si debba scegliere una location che abbia raggiunto una certificazione ambientale, si deve capire che tipo di soluzione in questo senso venga adottata dalla location stessa.
Ma vediamo come si chiamano queste certificazioni e cosa sono in maniera più dettagliata, iniziando dall’Iso 14001 che è la più facile da ottenere fino a Ecolabel che è decisamente la più radicale.
Iso 14001 sistemi di gestione ambientale :
L’Iso 14001 applicabile a quasi tutte le tipologie d’impresa è una certificazione volontaria non obbligatoria e non attesta una particolare prestazione ambientale, ma fa sì che il richiedente (in questo caso la location), possa dimostrare un sistema di gestione adeguato a mantenere sottocontrollo gli impatti ambientali delle proprie attività con il conseguente impegno di migliorarle nel tempo. L’Iso 14001 è di tipo privatistico e viene rilasciato da enti esterni, ma è riconosciuto in tutto il mondo. Rappresenta dunque una certificazione anche per il cliente che sa che la location cerca e si prefigge obbiettivi per un minor impatto ambientale.
Emas
è un il nome di uno degli istituti di rilascio delle certificazioni ambientali, ma è anche una certificazione, che a differenza dell’Iso 14001 coinvolge oltre al gestore, anche il personale dell’azienda, in un miglioramento continuo. Emas ha carattere annuale ed è soggetta a un pubblico aggiornamento dei dati dell’azienda sull’impatto ambientale. Inoltre l’Emas non ha valore mondiale ma europeo, in italia viene rilasciato dall’Ispra e il richiedente è soggetto a differenti tappe al fine di conseguire la certificazione.
Per ottenere la registrazione EMAS un’organizzazione deve :
1. Effettuare una analisi ambientale. Esaminare tutti gli impatti ambientali delle attività svolte: processi produttivi, prodotti e servizi, metodi di valutazione, quadro normativo, prassi e procedure di gestione ambientale già in uso.
2. Dotarsi di un sistema di gestione ambientale. Sulla base dei risultati dell’analisi ambientale, creare un efficace sistema di gestione ambientale che punti a realizzare la politica ambientale dell’organizzazione ed a conseguire gli obiettivi di miglioramento definiti dal vertice aziendale. Il sistema deve specificare responsabilità, mezzi, procedure operative, esigenze di formazione, provvedimenti di monitoraggio e controllo, sistemi di comunicazione.
3. Effettuare un audit ambientale. Valutare l’efficacia del sistema di gestione e le prestazioni ambientali a fronte della politica, degli obiettivi di miglioramento, dei programmi ambientali dell’organizzazione, e delle norme vigenti.
4. Predisporre una dichiarazione ambientale. La dichiarazione ambientale deve descrivere i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi ambientali fissati ed indicare in che modo e con quali pro- grammi l’organizzazione prevede di migliorare continuamente le proprie prestazioni in campo ambientale.
5. Ottenere la verifica indipendente da un verificatore EMAS. Un verificatore accreditato da un organismo di accreditamento EMAS di uno Stato membro deve esaminare e verificare l’analisi ambientale, il sistema di gestione ambientale, la procedura e le attività di audit, la dichiarazione ambientale.
6. Registrare la dichiarazione presso l’organismo competente dello Stato membro.
Cit. Sito Ispra 2008
Ecolabel
Per poter conseguire la certificazione Ecolabel il requisito fondamentale è poter offrire un servizio di pernottamento.
Questa certificazione, oltre ad essere di valore europeo, tende a evedenziare un impegno costante e condiviso sia dal gestore che dal cliente attraverso dei comportamenti atti a diminuire l’impatto ambientale del servizo in tutto l’arco dell’anno.
Chi sceglie Ecolabel fa una scelta volta all’ecocompatile : il 50% dell’enrgia consumata dalla location deve derivare da fonti rinnovabili, un consumo idrico più sostenibile, il reciclaggio dei rifiuti e l’abbandono delle confezioni monouso per quello che riguarda i saponi e altre tipologie di prodotti, inoltre una scelta di detersivi meno aggressivi, tutti questi ed altri aspetti vengono tenuti in conto per il conseguimento di un obbiettivo che cresce con il tempo d’importanza. Un risparmio notevole anche in termini di sprechi e consumi per un marchio che contraddistingue non solo l’azienda che viene certificata con il simbolo di un fiore, ma che fa sì che la location si possa affacciare a una nuova fetta di mercato rappresentata da quei clienti che vogliono una struttura di qualità a basso impatto ambientale, per vivere un soggiorno nel rispetto della natura.

Il grande filosofo Feuerbach sosteneva, ormai qualche secolo fa, che « siamo quello che mangiamo », in realtà « siamo, soprattutto, quello che scegliamo ». Indaghiamo e riflettiamo allora sui motivi che spingono un numero sempre maggiore di aziende italiane verso il catering biologico.

Delle grandi ditte hanno affidato ed affidano tutt’oggi i servizi alimentari dei loro meeting e congressi a dei catering biologici.
Tra di esse si leggono nomi importanti come: Fiat Innovation Lab, Il Sole24ORE, l’Università degli Studi di Milano e di Torino, la, Bmw, Ikea e la lista si allunga ogni giorni di più.
Durante il periodo natalizio 2010 le cene aziendali tradizionali in ristorante sono diminuite del 20% a livello nazionale, in favore dei catering, meno impegnativi economicamente. Una fetta di mercato si è dunque svincolata, lasciando spazio anche ai catering biologici.
Per alcuni enti la scelta del catering bio è quasi obbligata, costrette e desiderose di restare in linea con le loro politiche di sostenibilità ambientale, come ad esempio il Wwf, il Ctm-Altromercat (..) . Anche le associazioni sportive hanno interesse ad utilizzare catering biologici, come ha già fatto la LegaVolley Nazionale.
Il responsabile vendite di uno dei primi catering biologici nati nel nord Italia, il Raggio Vedre, mette in luce che «i catering biologici propongono dei pasti sani ed equilibrati che non appesantiscono i dipendenti in orario lavorativo» . I dirigenti aziendali hanno ben assimilato la lezione di Giovenale : « mens sana in corpore sano».

Tutti coloro che scelgono un catering biologico lo sottolineano nei loro menù. Il biologico aiuta a ripulire l’immagine di un’azienda.
Le aziende non sono spinte verso i catering biologici solamente da mere politiche alimentari, spesso entrano i gioco orientazioni di tipo politico e di marketing. Infatti gli aggettivi qualificativi dei catering biologici, sano, buono e rispettoso dell’ ambiente, si trasmettono tacitamente all’ azienda che li utilizza durante i suoi eventi. Inizialmente la scelta ricadeva sui catering bio in egual misura, sia per gli eventi pubblici che per quelli riservati ai dipendenti, ma ultimamente, a causa del difficile momento finanziario, le aziende si sono concentrate sulla comunicazione esterna. I catering biologici si stanno dunque lentamente impadronendo delle sale meeting.
Spesso s’ instaura infatti un fenomeno definibile escalation a catena che spinge le aziende a voler essere le prime nel loro campo ad avere scelto un catering biologico. Benche lo scopo sia quello di un mero lifiting dell’ impresa, gli ingranaggi del biologico vengono avviati. Le aziende innescano cosi dei processi che non era nel loro intento sviluppare; volenti o nolenti la dinamica globale del biologico viene messa in moto.

Buongiorno da LocationEventi, oggi abbiamo intervistato alcuni tra i nostri catering alcuni che si occupono del biologico. Ecco le loro interessanti proposte:

I catering biologici sono caratterizzati da un gran varietà di proposte e creatività. Molti di essi non si sono limitati a proporre i soliti menù stagionali con i prodotti locali ma hanno reinventato le loro proposte sotto una chiave più divertente e produttiva.

Tutti a scuola di pizza biologica.
E’ questo il motto dell’ attività proposta dall’ Antica Masseria la Morella da ormai qualche anno. Sotto la guida attenta di un cuoco, bambini ed adulti apprendono l’ arte italianissima della pizza. Inoltre ” tutti gli ingredienti, salvo la farina, l’olio ed il sale, provengono dal ricchissimo orto della masseria”, che si è dotata anche di una serra per non dover diminuire la produzione biologica durante il periodo invernale. Una proposta tradizionale ma unica nel suo genere.

Un gelato artigianale e biologico.
I gelati ed i sorbetti del Double Bio Catering sono prodotti con metodi artigianali utilizzando esclusivamente ingredienti biologici di elevata qualità, provenienti da un’ agricoltura bio al 100% certificata. I gelati sono prodotti giornalmente e non contengono nessuna base semi-lavorata. Il catering conclude sempre i pasti con un buffet di gelati ed organizzano anche ice-break.

Una biocesta settimanale a domicilio.
Il catering Raggio Verde spedisce ogni settimana una borsa della spesa biologica ai suoi clienti. Non si tratta del solito cestino di prodotti biologici, in questo caso le materie prime sono state lavorate e trasformate in piatti già cotti.
I consumatori non tradiscono la loro dieta biologica, scoprendo anche nuove ricette, ed il catering ha la possibilità di sperimentare e testare il tasso di gradimento di nuovi piatti, da riproporre in caso durante i catering.

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Analizziamo le future possibilità di sviluppo della distribuzione del biologico in Italia, secondo le disponibilità e gli incentivi proposti dql governo.
Lo scorso 2010 sono stati varati 140 milioni di euro in eco-incentivi, includenti tutte le iniziative di sviluppo sostenibile ma nessuno specifico per i distributori di prodotti biologici. Solitamente l’ amministrazione nazionale eroga contributi per le aziende biologiche e l’ acquisto di macchinari agricoli appositi, ma il settore del catering non è ancora molto sostenuto.

Da quando sono nati i primi catering biologici italiani, più di dieci anni fa, alcun incentivo o investimento è stato proposto.
Considerando che i cibi biologici non migliorano solamente la salute fisica del consumatore ma anche la salute ambientale del nostro mondo, sarebbe auspicabile un maggior interesse e sostegno, anche in fase di distribuzione, da parte dell’ apparato statale. Gli esercenti si trovano quindi soli a dover affrontare i gravosi costi del biologico, cercando di risolvere il problema con serate di autofinanziamento.

I prodotti biologici sono più cari di quelli tradizionali.
I catering biologici hanno spesso spese più elevate rispetto ai loro concorrenti tradizionali. Un pasto completamente biologico costa in media 65 centesimi in più di uno tradizionale. Ad influenzare il caro-prezzi sono la forte sensibilità verso la qualità dei prodotti offerti e, soprattutto, gli alti costi della certificazione Europea per il Biologico. Succede cosi che alcuni catering non offrano un menù biologicamente certificato al 100%, rivendicandosi il diritto ad un’ autocertificazione basata sul severo controllo individuale dei propri fornitori. I costi di certificazione europea possono infatti arrivare a 930 euro annuali per aziende che trasformano e distribuiscono i prodotti, incidendo molto negativamente sul bilancio di una piccola azienda.

Il SICEB sarebbe potenzialmente un’ organismo rilevante ma é praticamente sconosciuto tra le imprese.
Se lo stato non è molto attento ai catering biologici, nemmeno i catering biologici sono troppo attenti allo stato. Le aziende che propongono un catering biologico non si organizzano né associano tra loro. Non esiste nessun sindacato dei catering biologici e quasi nessuno é consapevole dell’ esistenza di un Sindacato Imprenditori Catering e Banqueting. Si tratta di un sindacato formatosi sotto la giurisdizione della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) nel 1988 e che conta solo 120 società aderenti a livello nazionale e 2500 a quello provinciale.

I catering scolastici sono divenuti biologici. Un salto di qualità possibile solo con la collaborazione delle amministrazioni locali.
Un altro settore, oltre a quello aziendale, utilizza quotidianamente dei catering biologici: le mense scolastiche. Le associazioni biologiche e dei consumatori hanno infatti vinto la loro battaglia ed ormai da 15 anni il biologico é entrato nelle scuole.
Una legge regionale sull’orientamento dei consumi alimentari (la n.29/2002) dell’Emilia-Romagna impone l’uso esclusivo di prodotti biologici in nidi d’infanzia, scuole d’infanzia e scuole elementari. L’esempio è stato seguito da numerose altre regioni ed ormai il biologico copre la quasi totalità delle mense scolastiche.
L’obbiettivo preposto è soprattutto quello di “insegnare a mangiare” a bambini che, in molti casi, sono sovrappeso e prediligono pizza e merendine, a scapito di cibi più genuini. Quest’ esprienza ci insegna che per raggiungere tale obbiettivi é fondamentale una stretta collaborazione e mutuo sostegno tra enti pubblici e privati.

L’esempio estero: il governo francese sostiene le aziende nelle loro politiche di sviluppo sostenibile.
Una legge francese del 15 maggio 2001, cioè dieci anni fa, sulle Nouvelles Régulations Économiques NRE ( Nuove Regolamentazioni Economiche) comprende l’ articolo 116 che concerne le norme di sviluppo sostenibile delle grandi aziende. Tutte le aziende quotate in borsa devono considerare le conseguenze sociali ed ambientali della loro attività, pubblicando nel loro bilancio finanziario il modo in cui hanno ovviato al loro impatto ambientale. Nella vita pratica, le aziende francesi sono obbligate dallo stato ad investire in progetti eco-sostenibili. Il risultato è che spesso le aziende scelgono dei catering biologici per i loro eventi, al fine di poterli inserire nel loro « bilancio sostenibile».

Dal momento che i catering biologici si stanno diffondendo sempre più, indaghiamo sulle qualità nutrizionali dei cibi proposti e scopriamo anche i motivi economici che ne rallentano l’espansione.

In Italia la produzione del biologico è molto elevata
La brochure presentata a Norimberga al BioFach 2011 (Italian Organic Farming: Quality for all) evidenzia come l’Italia abbia un ruolo di primaria importanza nel quadro mondiale della produzione biologica: i suoi 1.150.000 ettari rappresentano il 15% di quella Europea e ben il 25% di quella dei paesi del Mediterraneo. I catering possono così approfittare della vicinanza degli agricoltori biologici, riuscendo a proporre ai conviviali prodotti freschi ed a Km Zero, mutuando un termine utilizzato nell’ ambiente automobilistico.

Le caratteristiche nutrizionali dei cibi biologici.
Quando gli alimenti sono stati coltivati escludendo l’utilizzo di prodotti chimici, è soprattutto la qualità del cibo a guadagnarne, riducendo al minimo l’assunzione di residui di antiparassitari e di diserbanti.
” Chi mangia biologico fa una scelta di qualità,acquista meno, ma guarda alla sua salute con attenzione. Poi ci sono gli allergici che aumentano sempre di più grazie all’inquinamento, all’uso sempre più massiccio degli antiparassitari” Come spiega Gianni Cavallo, del biocatering Milanese Double.
I menù biologici sono molto flessibili dal punto di vista stagionale. Il signor Cavallo, sottolinea: “La disponibilità dei nostri piatti bio varia a seconda della stagionalità delle materie prime: i prodotti biologici sono infatti ottenuti nel rispetto dei ritmi della natura, della terra e delle stagioni. ”
L’attenzione alla qualità del cibo s’inscrive in una politica che in realtà è uno stile di vita, comprendente spesso l’ utilizzo di tovaglie e coperti biodegradabili.

Nelle sale congressi vengono dunque proposti ”prodotti accattivanti dai sapori antichi, spesso sottovalutati o dimenticati dai catering tradizionali, quali i legumi ed i cereali” suggerisce Stefano Boero, del catering RaggioVerde.
Si pone così anche un altro problema: il prodotto biologico va mostrato oltre che sensorialmente apprezzato, bisogna che si sappia che lo si sta consumando, che si conosca la sua provenienza territoriale ed il suo produttore.
E’ questa la risposta dei servizi catering ad una sempre più crescente apprensione ed incertezza dei consumatori italiani sui piatti che arrivano sulle loro tavole.

I costi che rallentano la crescita dei catering bio
Marco Primerano, di Sadler Catering, ci spiega: “La materia prima di origine biologica ha un costo di partenza particolarmente elevato, pertanto comporterebbe un aumento considerevole del prezzo di vendita, aspetto molto considerato dalla clientela che in questo periodo storico è molto attenta al budget di spesa (..) Ci è capitato in passato di comprare prodotti di origine biologica da piccoli produttori ma che comunque non erano stati richiesti dal consumatore finale.”
Ciò che influisce maggiormente sulla produzione del bio a livello degli agricoltori sono gli alti costi di certificazione Europea.
In campagna si hanno maggiori costi se si decide di coltivare in mood bio, considerando che si devono sostenere delle tecniche produttive che si focalizzano più sulla qualità che sulla quantità, che i fertilizzanti e le sostanze naturali per la difesa costano più di quelli chimici di sintesi e del maggior fabbisogno di manodopera.

Le differenze di prezzo tra un pasto tradizionale ed un bio è negativo per quest’ultimo.
Marco Primerano, concorda con Gianni Cavallo, nel dire che “se nn si fa della speculazione, la differenza e contenuta intorno al 20% circa, mentre il coso della manodopera rimane invariato” .

I seguenti sono alcuni dei più grossi imprenditori di banqueting e solo uno di essi ha sentito il bisogno e la domanda da parte della clientela di aprire una linea interamente biologica:

Sadler catering, Milano
Daturi e Motta, Torino
Visconti banqueting, Milano
Ernst Knam, Milano
Afm Banqueting, Milano
Colasanti Catering, Roma
Vanni Catering, Roma

Davide Buggini, di Ernest Knam , ci racconta che: “Da amante del genuino, Knam ha praticamente inserito da subito nei suoi menù, una scelta biologica anche quando non c’era tanta attenzione su questo modo di allevare i prodotti al naturale e per far quadrare il cerchio, il tutto servito con stoviglie e supporti biodegradabili.L’attenzione e la richiesta del cliente crescono in modo discreto, ma con convinzione e coscienza.”

Una dichiarazione che contrasta con le tristi parole di Marco Primerano, di Sadler Catering:
“Come ultima considerazione, secondo noi, nel nostro paese la cultura del cibo biologico non è ancora ben radicata.”

Il biologico rallenta il passo ma la crescita non si ferma.