Partiamo dall’EIBTM 2009 Industry Trends and Market Share Report, curato da Rob Davidson, un analista proprio dell’EIBTM e presentato a Barcellona. Il quadro della meeting industry che appare da questo rapporto è piuttosto variegato. Ci sono infatti alcune evidenze (e parecchi consensi) sul fatto che il settore sia stato fortemente colpito dalla crisi mondiale nell’ultimo anno. Come indicatori di ciò vengono citati, ad esempio, il maggior ricorso a one-day events per ridurre il numero di notti da passare sul posto; il fatto che i clienti cerchino di comparare più di prima i prezzi di servizi e locali prima della scelta; una riduzione nel numero di fornitori usati da ciascun cliente, per aumentare le potenziali economie di scala.
Nonostate questi fatti, però, la situazione non è universalmente negativa (a livello mondiale). Infatti, la maggioranza degli studi nazionali e internazionali sul mercato meeting & events riporta il fatto che le associazioni di settore avrebbero sofferto la crisi in modo minore del settore corporate, come indicato anche dal rapporto ICCA per il 2008 (di cui ritrovate un riassunto nell’articolo apparso in questo blog Rapporto ICCA 2008).
Il tipo di location che potrebbe, secondo alcune ricerche riportate nel documento, soffrire di più nel periodo 2009/2010, sono gli hotel, sia quelli lussuosi in centro città, sia gli esotici resorts. Il Benchmark Hospitality International’s 2009 Top Ten Meeting Trends (di cui troverete un veloce approfondimento nei prossimi giorni su questo blog) propone l’idea secondo la quale potrebbe esserci la tendenza ad abbandonare, in questo periodo di austerità, il fascino degli hotel dei centri città, per spostarsi sui centri congressi. Questi ultimi, in pratica, essendo focalizzati sul learning environment e sulla massima produttività, sarebbero in grado di abbinare al lavoro di conferenza un supporto superiore, senza perdersi in cibi e bevande stravaganti…il che, di per sé, è anche vero. Di sicuro un centro congressi è molto più austero di una spa-resort, e crea stimoli differenti.
Parliamo ora di cifre. Secondo la UIA (Unione delle Associazioni Internazionali) la quota di mercato della meeting industry del 2008 era così suddivisa:
1. Europa 52,73%
2. Asia 21,67%
3. America 17,83%
4. Africa 4,70%
5. Oceania 3,07%
Il dominio dell’Europa è molto chiaro (anche se in declino del 6% in 2 anni).
Nei prossimi articoli andremo a vedere quali sono i paesi e le città che hanno più attrattiva in questo settore, e vedremo che i dati sono un pò diversi rispetto a quelli che abbiamo letto nel rapporto ICCA 2008. Inoltre, avremo modo di analizzare singolarmente la situazione di alcuni paesi europei, così come di fare una panoramica dei più prestigiosi centri congressuali che apriranno (o che hanno già aperto) nel mondo in questi mesi.
FONTE:” EIBTM 2009 Industry Trends and Market Share Report – An evaluation by Rob Davidson, EIBTM Industry Analyst”, www.eibtm.com

